Italia in Russia

12.11.2020
È iniziata in Russia la vaccinazione anti Covid – Il primo italiano che lo ha provato è stato Vincenzo Trani, presidente della Camera di Commercio Italo-Russa – Secondo le autorità russe l’efficacia del primo vaccino “Sputnik V” è pari al 92% - Continua la promozione di “Terre di Pisa”: la Camera di Commercio di Pisa, in collaborazione con il Consorzio Vini Terre di Pisa ha organizzato un press tour per Eleonora Scholes, una delle più autorevoli giornaliste russe esperta del settore enologico italiano.

Vaccino russo, il primo italiano che lo ha provato: "In Russia la lista di persone che vogliono sottoporsi allo Sputnik è enorme"

Vincenzo Trani, presidente della Camera di Commercio Italo-Russa, il primo italiano a farsi iniettare lo “Sputnik V”, il vaccino russo contro il coronavirus ha raccontato ai media russi e internazionali la sua esperienza: "Ci ho pensato attentamente prima di fare il vaccino – ha detto Trani - il motivo principale per cui l'ho fatto è che questo virus è molto pericoloso".

A Trani è già stata somministrata la prima dose, al momento è sotto osservazione medica e non ha febbre: "Tra le due dosi bisogna effettuare degli esami per vedere se sono stati sviluppati gli anticorpi – ha spiegato - ma in Russia la lista di persone che vogliono sottoporsi al vaccino è enorme".

Intanto anche la Russia ha dichiarato l’efficacia del proprio vaccino anti Covid-19, lo “Sputnik V”. Sempre sulla base dei risultati ottenuti dai test ad interim, è stata dichiarata un’efficacia del 92%, ovvero superiore a quella di Pfizer e BioNTech (oltre 90%). Gli esperti internazionali hanno accolto la dichiarazione come un segnale incoraggiante, che rafforza le aspettative di una possibile sconfitta della pandemia grazie ai vaccini.

Stando a una dichiarazione del ministero della Salute russo, del centro di ricerca statale “Gamaleja” e del Fondo Russo di Investimenti Diretti, i risultati mostrano che soltanto 20 dei 16.000 volontari che hanno ricevuto entrambe le dosi del vaccino o del placebo, hanno contratto il Covid-19.

Oltre a "Sputnik V" un secondo vaccino russo contro il coronavirus, denominato "EpiVacCorona", è stato ufficialmente registrato il 14 ottobre, del quale le prime 60.000 dosi sono già state prodotte. Intanto un terzo preparato, per il quale il 19 ottobre è iniziata la seconda fase di sperimentazioni cliniche, è in fase di sviluppo presso il Centro per la ricerca e lo sviluppo di farmaci immunologici "Chumakov" dell’Accademia delle Scienze russa.

Con il vino si cerca di stregare la Russia, la promozione di “Terre di Pisa” continua
Nonostante i rinvii delle manifestazioni, la Camera di Commercio organizza i press tour fra Peccioli, Terricciola e Palaia

I provvedimenti legati all’emergenza sanitaria hanno comportato il rinvio al 2021 sia della manifestazione “Terre di Pisa - Terre del Vino” che del “Terre di Pisa Food and Wine Festival”. Stop ai quali la Camera di Commercio di Pisa, in collaborazione con il Consorzio Vini Terre di Pisa, ha reagito ribaltando il “modus operandi” e dunque muovendosi “fisicamente” verso il territorio e i suoi prodotti con iniziative di promozione mirata, nel rispetto delle norme anti-contagio.

Insomma, se in questo particolare momento non si può riunire i produttori pisani all’interno di eventi pubblici, resta comunque la possibilità di raggiungerli nelle loro aziende. È stato così organizzato un press tour per far conoscere più da vicino le colline dell’entroterra pisano, un vero valore aggiunto fatto di bellezza, di cantine che rappresentano la storia e che sono indice dei grandi investimenti fatti nel territorio, ma anche di vigneti adagiati su terreni complessi e molto diversi fra loro che ci regalano vini di pregio.

Sono quattro gli educational dedicati al vino delle “Terre di Pisa” che vedranno protagonisti, per ognuno, un giornalista di settore in visita alle aziende per conoscere la loro storia e le loro produzioni. Il primo si è svolto nei giorni scorsi con Eleonora Scholes, una delle più autorevoli giornaliste russe esperta del settore enologico italiano e punto di riferimento sia dei wine lovers che dei professionisti, che ha incontrato dieci imprese vitivinicole pisane.

L’educational si è incentrato sulla visita diretta delle cantine, in particolare quelle della Tenuta di Ghizzano e dell’azienda Le Palaie, entrambe di Peccioli, del Podere La Chiesa, della Fattoria Fibbiano e dell’azienda agricola Castelvecchio tutte di Terricciola, della Fattoria Varramista di Montopoli Valdarno e dell’azienda Pietro Beconcini di San Miniato, ma le degustazioni e le presentazioni aziendali hanno riguardato anche gli altri produttori del Consorzio e dunque Badia di Morrona di Terricciola e Usiglian del Vescovo e Tenuta Villa Saletta di Palaia.

Unanime il convincimento degli operatori in merito alla necessità di non fermarsi e di concentrare gli sforzi su quelle attività di promozione che ancora sono possibili, soprattutto in un settore, come quello dell’export del vino pisano, che nel 2019 aveva fatto registrare dati record (+25,1% di crescita con un risultato espresso in euro di oltre 68 milioni), ma che nel primo semestre 2020, per gli effetti economici dell’emergenza Covid-19, ha visto una flessione delle vendite (–10,8%) che è stata comunque inferiore rispetto alla caduta del totale dell’export provinciale (–20,4%).

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